Giotto
La predica agli uccelli
Andando il beato Francesco a Bevagna, predicò a molti uccelli, i quali, agitandosi con gioia, stendevano i colli, battevano le ali, aprivano i becchi e toccavano la sua tonaca; e tutte queste cose vedevano i suoi seguaci che aspettavano sulla via".
Francesco, rivolto a destra, è leggermente inchinato verso terra; affabilmente parla ad una schiera numerosa di uccelli di ogni genere che si sono raccolti intorno a lui, altri stanno volando nella sua direzione. Il suo gesto non è impetuoso come quello dell’angelo che palesò a Frate Pacifico la relazione fra i seggi vuoti in cielo e San Francesco; il gesto di Francesco è misurato alla timidezza degli uccelli che il minimo movimento degli uomini mette in fuga. Le sue mani vogliono far comprendere agli uccelli che anche per loro ogni bene viene da Dio.
Dietro a Francesco si trova un suo compagno che osserva il miracolo in atteggiamento di immenso stupore; anche la sua sorpresa non è espressa in movimenti, bensì contenuta per evitare che queste timide creature volino via .
Sullo sfondo si vedono solo due alberi.
|